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Colpa Medica e Tutela del Malato

Prima applicazione Legge Gelli

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slide15La Cassazione con la sentenza 16140/2017 nel rinviare il giudizio alla Corte d’Appello si rifà alla norma appena operativa. Assicurazione obbligatoria per ospedali e professionisti sanitari e Centri Regionali per la gestione del rischio clinico, ma anche prescrizione dimezzata se il paziente decide di intentare causa direttamente nei confronti di un medico. E’ entrata in vigore oggi la legge Gelli, che modifica la responsabilità dei professionisti sanitari nei procedimenti per malpractice. Ogni anno, secondo l’Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici (Ania), si registrano 34mila denunce per danni dovuti a cure mediche, in particolare nei confronti di ginecologi e ortopedici, una cifra triplicata in 15 anni. E ogni risarcimento si aggira tra i 25mila e i 40mila euro, per un valore complessivo di circa 2 miliardi.  Per ‘normalizzare’ la situazione, il testo introduce obbligo di assicurazione per tutti i liberi professionisti e le strutture sanitarie e, soprattutto, depenalizza la colpa medica: il medico che avrà rispettato linee guida e buone pratiche, non risponderà penalmente del suo operato. Pone poi attenzione alla sicurezza delle cure, prevedendo che tutte le strutture attivino monitoraggio e prevenzione del rischio clinico. Inoltre prevede l’istituzione di Centri Regionali per la gestione del rischio e un Osservatorio nazionale sulla sicurezza in sanità. Per il cittadino che ha subito una malpractice, la legge rende più veloce l’indennizzo: potrà infatti rivolgersi direttamente all’assicurazione della struttura, come accade oggi per l’RC Auto. Se non soddisfatto, potrà agire attraverso la conciliazione obbligatoria o, infine, intentare un procedimento civile contro la struttura, che dovrà dimostrare di essersi comportata correttamente. Ma se il cittadino intenderà rivalersi civilmente anche nei confronti del sanitario, dovrà lui stesso dimostrare di aver subito il danno (inversione dell’onere della prova) e la prescrizione sarà ridotta da 10 a 5 anni. Infine, l’indennizzo del danno avverrà sulla base di tabelle, ovvero con un tetto massimo prefissato, che saranno approvate con il ddl Concorrenza.

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