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Direttiva antiriciclaggio

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L’Italia arriva in tempo al recepimento della quarta direttiva antiriciclaggio, fissato al 26 giugno 2017. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 240 del 19 giugno il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90, applicabile dal 4 luglio, di “Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita’ criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006”.  Tra le novità, un sistema basato sul rischio con la Commissione europea nella veste di valutatore sovranazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Rafforzati gli obblighi di verifica della clientela con l’eliminazione delle esenzioni previste nella terza direttiva e l’inclusione, tra i controllati, di coloro che hanno cariche pubbliche e con un accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva di più ampia portata. Sul fronte delle sanzioni penali, il Dlgs n. 90 apporta modifiche al Dlgs n. 231/2007 con la previsione di nuove fattispecie incriminatrici e sanzioni che vanno dalla reclusione da sei mesi a tre anni e multe da 10mila euro fino a 30mila per chi, “essendo tenuto all’osservanza degli obblighi di adeguata verifica ai sensi del presente decreto, falsifica i dati e le informazioni relative al cliente, al titolare effettivo, all’esecutore, allo scopo e alla natura del rapporto continuativo o della prestazione professionale e all’operazione”. Modifiche anche sul fronte delle sanzioni amministrative. Il quadro di vigilanza è affidato all’Unità di informazioni finanziaria con un coordinamento con le autorità europee di vigilanza. Intanto, sul piano Ue, è in corso l’iter per modificare la direttiva 2015/849. La Commissione, infatti, a seguito degli eventi legati ai Panama papers che hanno messo in luce le lacune soprattutto con riguardo al trust, ha presentato, il 5 luglio 2016, una proposta di modifica (COM(2016)450).

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