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Colpa Medica e Tutela del Malato

Medico Condannato

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Nuovo_archivio_sentenze_0Il caso di specie è il pronunciamento della Corte Suprema su un caso portato in aula per una visita colonscopica andata male. Il paziente, che aveva già vinto i primi due gradi di giudizio, aveva deciso di denunciare il medico che con la colonscopia gli ha provocato lesioni. La Cassazione chiarisce le ragioni della condanna che viene eseguita tenendo conto di quanto previsto dalla legge Balduzzi (n. 189/2012). La difesa, davanti alla Suprema Corte, aveva denunciato la mancata applicazione della citata legge, in relazione a quanto la stessa prevede in merito alla “responsabilità medica per colpa lieve”. Già in Appello infatti, era stato riconosciuto che non c’era stata negligenza bensì imperizia da parte del sanitario. Il passo successivo, per la difesa, era quindi stato quello di puntare sull’errore di manovra eseguito nel rispetto delle linee guida. Il concetto delle linee guida, ed il loro rispetto, diventa così un elemento dirimente. Lo riconosce la stessa Cassazione nella relativa sentenza. Riferendosi alla Legge Balduzzi viene evidenziato dalla Corte Suprema che “Due sono i tratti di nuova emersione”. In primo luogo “la distinzione tra colpa lieve e colpa grave”. L’altro aspetto attiene “la valorizzazione delle linee guida e delle virtuose pratiche terapeutiche, purché corroborate dal sapere scientifico”. Su quest’ultimo la Cassazione ricorda che “ in nessun momento del giudizio era stato effettuato un riferimento ad una eventuale conformità della condotta medica rispetto a linee guida esistenti”. Esaminato il caso alla luce della legge 189/2012, la Suprema Corte esclude comunque “l’ipotesi di colpa lieve, nell’accezione della novella, atteso che essa è sintomatica della mancata adozione di quelle necessarie attività mediche (linee guida) che avrebbero evitato la lesione procurata alla paziente”.

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