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Rating d’impresa. Come funziona e come richiederlo

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Nel mondo dell’economia e degli affari è diventato importante conoscere lo stato patrimoniale e finanziario degli operatori economici con cui intratteniamo rapporti. Come le imprese possono ottenere il rating di impresa e di cosa si tratta?

Tra gli strumenti per conoscere lo stato di “salute” di un’impresa c’è il rating di impresa tenuto in considerazione dalle pubbliche amministrazioni, ma anche dalle banche che operano con le imprese.

Cos’è il rating di impresa e a cosa serve?

Il rating esprime l’affidabilità dell’impresa nel mercato dei contratti pubblici, misura gli indici espressivi della capacità strutturale dell’impresa e il rispetto dei tempi e dei costi previsti per l’esecuzione. Spetta all’Autorità Anticorruzione il compito di definire i requisiti necessari e i criteri di valutazione per le modalità di rilascio della relativa certificazione, mediante delle linee guide che vedremo in quest’articolo. Il rating di impresa permette alle amministrazioni/ stazioni appaltanti di adottare i requisiti di prevenzione e di richiedere ai soggetti privati maggiori garanzie di “legalità”.

Secondo il Codice dei contratti pubblici il sistema di premialità e penalità connesso al Rating di impresa deve fondarsi su «requisiti reputazionali valutati sulla base di indici qualitativi e quantitativi, oggettivi e misurabili, nonché sulla base di accertamenti definitivi che esprimono la capacità strutturale e di affidabilità dell’impresa». Tra i requisiti necessari vengono indicati: indici espressivi della capacità strutturale dell’impresa; il rispetto dei tempi e dei costi previsti per l’esecuzione;  l’incidenza del contenzioso sia in sede di partecipazione alle gare che di esecuzione dei contratti; il Rating di legalità rilevato dall’ANAC in collaborazione con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato;  la regolarità contributiva, compresi i versamenti alle casse edili, valutata con riferimento ai tre anni precedenti; la presenza di misure sanzionatorie amministrative per i casi di omessa o tardiva denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di contratti pubblici, comprese le imprese subappaltatrici e le imprese fornitrici di materiali, opere e servizi.

Anche le banche possono tenere in considerazione il rating di un’impresa?

Si certo, le banche possono valutare e riassumere le informazioni disponibili sulle imprese e capire il grado di affidabilità e sui comportamenti di rimborso nel corso del tempo. In sostanza si tratta di prevedere per la singola impresa oggetto di valutazione se il suo comportamento di rimborso sarà più o meno regolare. La banca può assegnare un rating attraverso un processo di valutazione che si conclude con l’assegnazione dell’impresa ad una determinata classe di merito. Ciascuna classe comprende tutte le imprese che vengono considerate equivalenti in termini di probabilità di rimborso del prestito. Come può la banca analizzare il rating di un’impresa? Può prendere le informazioni già in suo possesso, può richiederne di nuove, può utilizzare le informazioni provenienti da fonti esterne, come ad esempio quelle registrate nella Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Nell’assegnazione del rating la banca può considerare la capacità competitiva dell’impresa attraverso dei requisiti che riguardano la dimensione geografica del mercato (locale, nazionale, internazionale); il numero e la tipologia dei concorrenti dell’impresa; il numero e la stabilità dei clienti. Tra i fattori che permettono di valutare il posizionamento competitivo: la quota di mercato posseduta; i prodotti con cui l’impresa è presente sul mercato; l’utilizzo di un proprio marchio; la distribuzione diretta o meno dei propri prodotti.

Come ottenere il rating di impresa?

L’impresa può ottenere presentare la domanda per il rating compilando un prospetto con i dati da inviare all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato. Il rappresentante legale dell’impresa deve compilare una scheda anagrafica della ditta, riportando il fatturato e numero di dipendenti relativo all’ultimo esercizio chiuso nell’anno precedente alla richiesta di rating riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza risultante dal bilancio regolarmente approvato dall’organo aziendale; dichiarazione in merito alla responsabilità dei soggetti dell’impresa e se sono state adottate misure cautelari; l’impresa non è destinataria di provvedimenti di condanna dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) o della Commissione europea per illeciti antitrust gravi divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating; non è destinataria di provvedimenti di condanna dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette; effettua pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia fissata dalla legge in vigore sulla disciplina dell’uso del contante esclusivamente per il tramite di strumenti di pagamento tracciabili; non è destinataria di provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici di cui è o è stata beneficiaria, per i quali non siano stati assolti gli obblighi di restituzione, divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating. Tra i requisiti per ottenere il rating di legalità deve garantire che ha adottato tutti i processi volti a garantire forme di Corporate Social Responsibility anche attraverso l’adesione a programmi promossi da organizzazioni nazionali o internazionali e l’acquisizione di indici di sostenibilità, partecipando a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria.

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