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Conto corrente del condominio: quando va aperto e cosa va versato sul conto

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Un condominio deve aprire un conto corrente? E l’amministratore come deve comportarsi?

La scarsa trasparenza nella gestione dei soldi espone al rischio che vi possa essere confusione tra i fondi del condominio e quelli dell’amministratore. Per evitare problemi l’amministratore è obbligato ad aprire un conto corrente bancario o postale intestato al condomino sul quale dovranno transitare tutte le entrate e le uscite che lo riguardano.

Cosa va versato su questo conto?

Vanno versate tutte le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini e da terzi, e verranno prelevati da qui i soldi spesi per la gestione del condominio, per esempio per pagare i fornitori e chi svolge lavori di manutenzione o straordinari. Ogni condomino
può chiedere, a proprie spese, un estratto conto del c/c condominiale se vuole verificare entrate e uscite.

Tutti i condomini dovrebbero controllare che non si accumulino
debiti. L’amministratore deve fornire a chi ne fa richiesta l’attestazione relativa allo stato dei pagamenti delle spese e delle
eventuali liti in corso. È diritto di ciascuno sapere se qualcuno
non ha versato il dovuto al condominio. Il recupero delle spese
dei condomini morosi spetta all’amministratore.

Nel caso in cui l’amministratore non voglia aprire il conto corrente del condominio, ogni condomino interessato potrà agire in giudizio (previa diffida) chiedendo la condanna dell’amministratore ad adempiere, oltre al risarcimento dei danni, qualora sussistono i presupposti per procedere.

La manca apertura del conto corrente rientra nei casi di grave irregolarità previsti dall’art. 1129, comma 12 c.c. idonei a giustificare la revoca dell’amministratore.