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Taratura autovelox: ecco cosa puoi fare se manca il certificato

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Hai ricevuto una multa per eccesso di velocità? Non ricordi l’episodio ma sei pronto a fare ricorso? Ti accorgi che nel verbale non viene indicata la verifica della taratura?

Nel 2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il codice della strada nella parte in cui “si è dimenticato” di prevedere l’obbligo, per tutti gli autovelox, di essere tarati almeno una volta all’anno.

Tutti i misuratori elettronici di velocità devono essere sottoporti a preventiva taratura. Vige l’obbligo di taratura periodica, senza esclusioni, per tutti gli autovelox, dunque anche per gli apparecchi attivati manualmente dalla Polizia Stradale e per quelli provvisti di una sistema di “autodiagnosi”. (1)

 È tuo diritto, nel momento in cui ricevi una multa, presentare una «istanza di accesso agli atti amministrativi» per verificare se l’autovelox è stato effettivamente sottoposto a taratura.

L’articolo 142 comma 6 del Dlgs n. 285/1992 impone che le apparecchiature per il controllo automatico dei limiti di velocità debbano essere debitamente omologate e sottoposte a verifiche periodiche di taratura, considerato il carattere irripetibile dell’accertamento e l’esigenza di realizzare un bilanciamento fra la tutela della sicurezza stradale e quella delle posizioni soggettive dei cittadini sanzionati.

Ciò comporta altresì che il verbale di accertamento e contestazione della violazione dei limiti di velocità debba dare espressa indicazione dell’effettuata verifica di taratura, pur essendo onere dell’opponente contestare eventualmente la cattiva fabbricazione, l’installazione e/o il funzionamento del dispositivo di controllo utilizzato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, Sezione VI civile, ordinanza numero 5227 del 6 marzo 2018.

1 Tribunale Benevento – Sentenza 24 giugno 2016, n. 154