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Le prestazioni assicurative e pensionistiche per il lavoratore

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Quali sono le prestazioni a carico dell’Inps? Il lavoratore domestico italiano o straniero può accedere a una serie di prestazioni assicurative e pensionistiche.

Se in possesso dei requisiti i lavoratori domestici italiani o stranieri possono accedere alle seguenti prestazioni a carico dell’INPS:

  • assegno per il nucleo familiare;
  • indennità di disoccupazione:
  • indennità di maternità;
  • indennità antitubercolari;
  • rimborso per donazione sangue;
  • rimborso per donazione midollo osseo;
  • cure termali;
  • assegno di invalidità;
  • pensione di inabilità;
  • pensione di anzianità;
  • pensione di vecchiaia;
  • pensione ai superstiti o di reversibilità

Tra le prestazioni il cittadino comunitario che lavora in Italia e versa i contributi gli spetta di diritto a ricevere le prestazioni pensionistiche (pensione di vecchiaia, di anzianità, di inabilità e pensione ai superstiti) con gli stessi requisiti di età e di contribuzione previsti per i cittadini italiani.

Nel caso in cui il lavoratore torni nel proprio Paese o si trasferisca in un altro Paese europeo prima di aver maturato i requisiti necessari, i requisiti possono essere raggiunti anche continuando a lavorare e versare contributi nella gestione previdenziale del Paese europeo in cui si è trasferito.

Grazie al sistema della “totalizzazione” tutti i contributi versati in Italia o in altri Paesi europei saranno sommati allo scopo di erogare un’unica pensione. L’importo della pensione viene determinato dalla gestione previdenziale di ogni Paese in proporzione ai contributi versati secondo il “sistema pro-rata”.

Come riporta il portale dell’Istituto previdenziale anche i lavoratori extracomunitari, in caso di rimpatrio, conservano i diritti previdenziali maturati in Italia.

I lavoratori extracomunitari assunti dopo il 1° gennaio 1996 possono percepire, in caso di rimpatrio, la pensione di vecchiaia (calcolata col sistema contributivo) al compimento dei 65 anni, anche se non sono maturati i previsti requisiti (se hanno cioè meno di 5 anni di contribuzione).

I lavoratori extracomunitari assunti prima del 1996 possono percepire, in caso di rimpatrio, la pensione di vecchiaia (calcolata col sistema retributivo o misto) se hanno 20 anni di contribuzione e 65 anni di età (stessa età fissata per uomo o donna).