CARICAMENTO

Digita per cercare

Assistenza e previdenza

Agevolazioni e benefici lavorativi per i malati oncologici

Condividi

Quali sono i benefici lavorativi in caso di disabilità oncologica? E i familiari cosa spetta? In quest’articolo parleremo dei benefici che spettano alla persona malata di tumore, i diritti del malato secondo l’Associazione Italiana Malati di Cancro.

Scelta della sede di lavoro

Il lavoratore malato di cancro se riconosciuto portatore di handicap “grave” ha diritto di essere trasferito alla sede di lavoro più vicina possibile al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso. Analogo diritto di essere trasferito alla sede più vicina al domicilio della persona assistita è riconosciuto al familiare lavoratore.

I malati oncologici assunti presso enti pubblici in seguito a concorso o ad altro titolo spettano, inoltre, godono dei seguenti diritti: scelta prioritaria tra le sedi disponibili; precedenza per la scelta della sede di trasferimento, nel caso ne abbiano fatto domanda.

Permessi retribuiti

Il malato oncologico lavoratore in stato di handicap grave potrà scegliere tra 2 ore al giorno o 3 giorni al mese, mentre il familiare che lo assiste avrà diritto a 3 giorni di permesso al mese, a condizione che il disabile da assistere non sia ricoverato a tempo pieno.
Sia per il lavoratore, sia per il familiare, nel caso di lavoro part-time, i permessi sono ridotti in proporzione all’orario di lavoro. I permessi non utilizzati nel mese non possono essere usati nei mesi successivi.

Assenze durante la malattia

Secondo l’Aimc pur non esistendo una normativa organica che regolamenti specificatamente le assenze causate dalle malattie oncologiche (visite specialistiche, esami diagnostici, trattamenti terapeutici o riabilitativi in centri di cura) alcuni CCNL e alcune circolari ministeriali prevedono norme specifiche di tutela dei lavoratori affetti da patologie gravi e invalidanti come quella oncologica. Pertanto, il lavoratore che non si senta in grado di lavorare ad esempio nei giorni immediatamente successivi ai trattamenti oppure che debba assentarsi per visite mediche o esami diagnostici, può usufruire di diversi strumenti giuridici (permessi orari o giorni di malattia o permessi legge 104/92) per tutelare il posto di lavoro e la retribuzione.

Il lavoratore che non sia in grado di espletare le sue mansioni a causa della malattia e delle sue conseguenze ha diritto di assentarsi per il periodo necessario per le cure e le terapie, di conservare il posto di lavoro e di percepire un’indennità commisurata alla retribuzione.

Il lavoratore ha, inoltre, il diritto di essere assegnato a mansioni adeguate alla sua capacità lavorativa. Se le sue condizioni di salute si aggravano ha il diritto di essere assegnato a mansioni equivalenti o anche inferiori, purché compatibili con le sue condizioni, mantenendo in ogni caso il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.

Esenzione dal ticket

Il malato di cancro ha diritto all’esenzione dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore da cui è affetto e delle eventuali complicanze, per la riabilitazione e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti. Il riconoscimento di un’invalidità civile del 100% dà diritto all’esenzione totale dal pagamento dei ticket per farmaci e visite per qualsiasi patologia.

Congedi per assistenza disabile

Il congedo straordinario è un periodo di assenza dal lavoro retribuito concesso ai lavoratori dipendenti che assistano familiari con disabilità grave. Secondo le linee guida dell’Inps il congedo straordinario spetta ai lavoratori dipendenti secondo il seguente ordine di priorità:

  • coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente della persona disabile in situazione di gravità;
  • padre o madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o della parte dell’unione civile convivente;
  • figlio convivente della persona disabile in situazione di gravità, esclusivamente nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • fratello o sorella convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori e i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Il lavoratore che ha a proprio carico una persona disabile in stato di handicap grave ha diritto all’esonero dal lavoro notturno.

Ai familiari di malati oncologici la legge riconosce un titolo preferenziale, rispetto agli altri lavoratori, per ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale, allo scopo di assistere il proprio familiare malato.