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Sanità. I primi cento giorni di governo, ecco le principali novità

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governo sanità

Primi cento giorni di governo in materia di salute. Ecco le principali novità di questi primi tre mesi.

Ecco i provvedimenti illustrati dal Ministro:

  • 2 miliardi in più per il Fondo sanitario nazionale del SSN
  • abolizione del superticket
  • 2 miliardi per l’edilizia sanitaria: ammodernamento dei luoghi di cura, nuovi macchinari, infrastrutture telematiche
  • più medici, infermieri e personale: moltiplicate per 6 le risorse aggiuntive per le assunzioni nel SSN
  • stabilizzazione dei precari: 32mila medici e infermieri e 1600 ricercatori di Irccs e Izs
  • rinnovo contratti e assunzioni per medici, sanità privata e scorrimento delle graduatorie
  • più forza ai medici di famiglia: 235 milioni per l’acquisto di strumentazione di diagnostica di primo livello negli oltre 50mila studi di medici di famiglia e pediatri di libera scelta
  • più servizi in farmacia: 50,6 milioni in due anni per ampliare in tutta Italia la sperimentazione della farmacia dei servizi
  • più libertà di scelta: operativa la Legge sul biotestamento

Le dichiarazioni del ministro Speranza e del viceministro Sileri

“La stagione dei tagli alla sanità è definitivamente conclusa. Due miliardi in più per il fondo sanitario con questa Legge di bilancio sono un primo impegno e un investimento di 10 miliardi per la sanità da qui alla fine della legislatura, come annunciato dal premier, è un fatto storico”. Lo ha detto il ministro della salute Roberto Speranza alla conferenza stampa sui  primi 100 giorni del governo in materia di sanità.

Il Viceministro Sileri, tra i tanti risultati ottenuti, ha evidenziato “il fondo nazionale per la  ricerca e la cura dell’endometriosi. Un grande passo in avanti in difesa di almeno tre milioni di donne italiane che soffrono di questa malattia cronica, difficile da diagnosticare, per la quale esistono oggi poche terapie. Un altro importante traguardo è il finanziamento stanziato per la rete nazionale dei registri dei tumori, che consentirà di correlare i dati sull´incidenza del cancro ai territori per capire chi si ammala e dove. I bei risultati non saranno un modo per adagiarci comunque, ma per andare sempre oltre”.