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Organismo Congressuale Forense: urgenti misure a sostegno degli avvocati

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L’Organismo Congressuale Forense ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro della Giustizia, al ministro dell’Economia e delle Finanze e al ministro del Lavoro e delle politiche sociali sul tema della sostenibilità della professione forense.

Nella lettera vengono riportate tutte le difficoltà che gli avvocati italiani stanno riscontrando in questo periodo emergenziale legato al Covid-19. “La crisi economica e il blocco della Giurisdizione stanno inoltre portando allo stremo il ceto forense del nostro blocco continentale. Il fenomeno è stato già studiato in modo approfondito in Francia nel rapporto redatto da una autorevolissima Commissione presieduta da Dominique Perben (Avvocato e già Ministro della Giustizia Francese dal 2002 al 2005) e inviato lo scorso 9 marzo al Ministro Guardasigilli Eric Dupond-Moretti: rapporto da cui emergono, tra l’altro, insospettabili affinità delle problematiche che affliggono la Giurisdizione e l’Avvocatura in Francia come in Italia. Ma anche nel nostro Paese, la crisi incide su una serie di problematiche oggetto di numerosi appelli lanciati dall’Avvocatura Italiana e rimasti finora in gran parte inascoltati”.

Nella lettera l’Organismo ricorda le istanze che già erano state presentate per tutelare gli avvocati: “Per tale ragione, già nella scorsa primavera l’Organismo Congressuale aveva richiesto, oltre che l’assunzione di un piano straordinario e integrato per la Giurisdizione (tra l’altro, con la nota prot. n. 65/2020 del 27.04.2020), l’adozione di una serie coordinata di misure fiscali ed economiche volte a sostenere l’esercizio della professione forense e l’ammodernamento degli studi professionali degli Avvocati Italiani. Nel contempo l’Organismo Congressuale, con nota prot. n. 62 del 22.04.2020, aveva reiterato al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali la formale richiesta di costituzione del “Tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo” previsto dall’art. 17 della L. 81/2017, al fine di coordinare e di monitorare gli interventi in materia di lavoro autonomo, in un momento di così drammatica crisi: richiesta che, purtroppo, è rimasta priva di qualsiasi riscontro.
Con l’ulteriore aggravarsi della crisi, in occasione della pubblicazione del “Decreto Ristori” e del “Decreto Ristori bis”, l’Organismo Congressuale ha effettuato un approfondito studio sulle prime e imprescindibili misure la cui assunzione permetterebbe agli Avvocati Italiani, che ne stanno facendo pressante appello, di sostenere la situazione contingente e di farne anche opportunità di crescita e di adeguamento alle esigenze del nostro tempo. Tali richieste sono state direttamente formulate in due relazioni inviate al Parlamento
nell’auspicio che, in occasione dell’iter di approvazione dei decreti-legge in questione, i contenuti ivi esposti siano recepiti in conformi emendamenti. In tale prospettiva, allego alla presente le due relazioni redatte dall’OCF, chiedendone il recepimento nei prossimi provvedimenti di fonte governativa. Nel contempo si richiede che si proceda alla costituzione di un tavolo governativo unitario per
la Giurisdizione e la sostenibilità della Professione Forense, composto dai destinatari della presente e con la partecipazione della rappresentanza dell’Avvocatura, per individuare le principali linee di intervento, anche fiscali ed economiche, a supporto del nostro sistema di Giustizia e della Professione Forense, nel quadro della possibilità e delle risorse che l’azione di
Governo e le risorse disponibili consentono, sia attraverso l’oculata gestione delle disponibilità rivenienti dal recovery fund, sia attraverso lo stanziamento di fondi strutturali che potenzino le disponibilità dell’amministrazione della Giustizia, sia infine attraverso la predisposizioni di concrete misure a supporto dell’esercizio Professione Forense”.