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Amministratori di condominio da vaccinare al più presto: la nota dell’ANAMMI

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Gli amministratori di condominio, per il ruolo che svolgono, rappresentano una categoria vulnerabile, da vaccinare al più presto contro il Covid-19. l’ANAMMI, l’Associazione Nazional-europea AMMinistratori d’Immobili, appoggia la proposta già avanzata dalla Consulta Nazionale delle Associazioni degli amministratori di condominio, e sottolinea come quello degli amministratori sia, per sua natura, un servizio essenziale, svolto a favore dei condòmini, e con una notevole ricaduta pubblica.

“Il 60% degli italiani, pari a 14 milioni di famiglie, vive in condominio – ricorda il presidente dell’ANAMMI –. Oltre ad essere luogo di abitazione per tantissimi cittadini, dà anche lavoro e occupazione a migliaia di persone. A gestire tutto questo, nell’ambito di un rapporto continuo con i nostri condòmini, sono gli amministratori, chiamati a interfacciarsi con tecnici, fornitori, autorità pubbliche, altri professionisti. Ed è evidente che questo flusso continuo di contatti non può essere svolto semplicemente da remoto”. Basti pensare all’attività di sanificazione, essenziale in questo momento di emergenza sanitaria, o alla presenza di studi medici in condominio, coinvolti anch’essi nell’attività di vaccinazione e caratterizzati dal passaggio costante dei pazienti.

“Emerge chiaramente che l’amministratore condominiale incrocia, nel normale svolgimento del suo lavoro, persone potenzialmente a rischio, senza poter contare su effettive tutele – sottolinea Bica – proprio per questa ragione, insieme alla Consulta Nazionale delle associazioni degli amministratori di condominio, chiediamo al Governo, al Ministero della Salute e alle regioni di essere vaccinati quanto prima”. Un ulteriore motivo di rischio deriva dalle assemblee di condominio, legate al ricorso al Superbonus del 110%, la maxi-agevolazione fiscale che consente di ristrutturare gli immobili avvalendosi degli incentivi statali. “Nonostante la possibilità di riunirsi online – spiega il presidente dell’ANAMMI – i condòmini, che devono decidere sugli interventi e sulla scelta dei preventivi di spesa, preferiscono l’assemblea tradizionale, più adatta a discussioni tanto importanti. Questo, però, implica per l’amministratore un aumento dell’esposizione al contagio, quindi una maggiore possibilità di contrarre il Coronavirus.